Vitigno: esclusivamente “Nebbiolo” delle sotto varietà “Michet”, “Lampia” e “Rosè”.
Il Nebbiolo è considerato il più nobile vitigno d’Italia ed è così denominato un po’ perché le zone nelle quali è coltivato sono avvolte nelle nebbie autunnali, un po’ per l’aspetto degli acini, ricoperti da una leggera pruina biancastra.
Da queste uve nascono il Barbaresco e il Barolo. Non solo, a nord di Novara vengono prodotti altri vini rossi di ottimo pregio, il Gattinara, il Boca, il Fara, il Ghemme ed il Sizzano, sempre con uve del vitigno Nebbiolo. Ed ancora, altri celebri vini, non piemontesi, quali il Valtellina Superiore provengono da uve Nebbiolo, in quei luoghi chiamate Chiavennasca.
Gradazione alcolica minima complessiva: gradi 12,50.
Acidità totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: gr. 23 litro.
Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni e conservato per almeno un anno di detto periodo in botti di rovere o di castagno. Il periodo di invecchiamento viene calcolato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Il “Barbaresco” sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a quattro anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione “riserva”.
Caratteristiche organolettiche
Colore: rosso granato con riflessi arancione.
Odore: profumo caratteristico, etereo, gradevole, intenso, con squisito profumo di violetta.
Sapore: asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato, armonico.
Abbinamenti e temperatura di servizio
E’ considerato tra i migliori vini italiani da arrosto, ma si accompagna magnificamente anche a selvaggina, pollame nobile, brasati e formaggi stagionati o piccanti. Temperatura di degustazione: 18°-20°C, stappando la bottiglia una o due ore prima di servire.