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Il nome di questa invenzione non nasconde le proprie origini: le nozze di Cana. In cosa consiste poi il “miracolo” è tutto da vedere.
Con lo stesso principio delle macchinette del caffè, ponendo in una camera di fermentazione un concentrato di mosto è possibile in soli tre giorni ottenere del vino “fatto in casa”; tutto ciò che occorre sono un piccolo spazio su cui poggiare il macchinario, acqua e corrente elettrica.

Inventata da un Sommelier e un produttore di vini quest’invenzione più che un miracolo compie un inganno: far credere alla gente di bere vino. Cabernet Sauvignon, Chardonnay dalla Napa Valley, un uvaggio misto dalla Toscana, un Sauvignon Blanc da Sonoma, un rosso e un bianco di Borgogna e un Pinot Nero dall’Oregon sono i primi prodotti che verranno lanciati con un costo di acquisto macchinario che si aggira sui 500 dollari.

I due inventori, Kevin Boyer e Philip Jane stanno cercando qualcuno che finanzi il loro progetto.
Raramente esprimo pareri su quanto avviene nel mondo, ma una domanda mi sorge spontanea: era necessario vendere in bustine anche il vino?.

Fonte: La Repubblica di oggi

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