Tag

, , ,

weg

L’approccio dell’uomo moderno nei confronti del cibo sta cambiando moltissimo negli ultimi anni.
Grazie all’informazione di massa dovuta allo svilupparsi dei social network e all’introduzione dei canali del digitale terrestre, oggi si hanno a disposizione molti spazi in cui parlare di enogastronomia portando sviluppi differenti.

Se prima andava di moda una cucina tradizionale, grazie a programmi come Masterchef, molta gente sta cominciando ad apprezzare una cucina più complicata.
Sull’altro fronte, grazie alla campagna di animalisti e non solo, invece si sta diffondendo velocemente la cultura di una dieta priva di carne: vegetariana o vegana.

Non tutti conoscono la differenza tra vegano e vegetariano per questo la spiego in due righe:
sono due filosofie simili basate sul non consumo della carne, per rispetto degli animali e della salute umana, con la differenza che i primi in aggiunta non mangiano nulla che abbia origine animale e di conseguenza escludono dalla loro alimentazione latte, uova, prodotti caseari, miele, gelatine etc.

E’ un mercato in espansione, e molto presto i grandi produttori, se non per motivi etici almeno per motivi economici, inizieranno a ragionare in funzione di loro apportando modifiche a quanto vendono.

Il mondo del vino ha ancora dei limiti verso questa “novità” per due motivi che illustrerò brevemente.

Iniziamo dal più semplice:

a) la chiarificazione del vino. Per poter ripulire il vino da alcune sostanze che altrimenti lo renderebbero torbido si possono usare come aggreganti dei prodotti a base animale o minerale. Albumina e gelatine vengono spesso utilizzate nella chiarificazione dei vini rossi e per tal motivo questa pratica escluderebbe la porzione di consumatori vegani.
Soluzioni alternative esistono in quanto la chiarificazione può essere effettuata anche con Agar Agar, Alginati, poliammidi e silici.
Come tutti i lenti processi culturali bisogna aspettare che qualcuno abbia l’idea di convertire il modus operandi dell’azienda e diventi incubatore di una nuova filosofia.

b) l’altro limite appartiene invece ai comunicatori del vino. Tradizionalmente tale bevanda è associata all’idea di copiosi banchetti medievali con cacciagione, selvaggina, formaggi e salumi. Memori di cotanta abbondanza molti sommelier, molte schede tecniche del vino nel suggerire abbinamenti dimenticano piatti a base di sole verdure e formaggi per i vegetariani o piatti vegan.

Le soluzioni da intraprendere per poter continuare ad essere testimoni del vino sono molto semplici, così come oggi si ricerca il simbolo del biologico, noi blogger, sommelier, produttori dobbiamo cominciare a specificare se nella bottiglia siano presenti o meno sostanze animali e inoltre fare lo sforzo di conoscere in modo più approfondito cosa ristoranti vegani e vegetariano propongono.

Non sono pioniere in questo ambito, e forse questo non è nemmeno il primo post a riguardo, ma continuando a parlare dell’argomento sono sicuro che si possano fare passi avanti.

Dal nostro lato quando descriveremo i vini da noi suggeriti e avremo la possibilità di parlare con i produttori, chiederemo appositamente se il loro vino si possa considerare vegano, provvedendo a segnalarlo come tale.
Da subito invece inizieremo a suggerire abbinamenti adatti a tutti.