Tag

, , , , , ,

8-9 Giugno '14Palazzo (1)

La location dell’evento è Istituzione Palazzo Rospigliosi situato nel centro storico di Zagarolo ad una quindicina di chilometri da Roma. Vino e storia uniti assieme in una giornata all’insegna della degustazione tra banchi d’assaggio e soffitti affrescati. Il tutto contornato dalla piacevole temperatura delle sale in una calda domenica di Giugno.
Più di venti produttori hanno portato per l’occasione il frutto del loro lavoro, per raccontarlo a chi, come noi,  ha deciso di passare questa giornata tra calici di vino e non tra le onde del mare.
L’apertura del portone di ingresso è avvenuta alle 11 di Mattina, dopo aver stappato per l’occasione una bottiglia di Spumante. Breve introduzione del Sindaco e poi via subito inizio alle danze.
Il costo dell’ingresso è stato di 5 € (più altri 5 di cauzione per il bicchiere), si entrava così in possesso di un braccialetto che avrebbe consentito l’accesso alle sale per tutta l’intera giornata. Abbiamo fatto un giro per banchi di assaggio, non potendo però bere tutto abbiamo focalizzato l’attenzione su alcune cantine. Sperando di non aver fatto così torto a nessuno, mi scuso in anticipo.

Prima Sala

Il percorso comincia subito dando spazio a produttori locali di Zagarolo dove noi ci siamo concentrati su un produttore in particolare:

Cantine del Tufaio:

L’Azienda vitivinicola “Cantina del Tufaio” posta nel cuore della DOC Zagarolo, è stata fondata nel 1994 dagli eredi della Antica Casata Loreti per continuare una tradizione che affonda le radici nel lontano 1881.

La cantina è ricavata nel casale costruito da Tiberio Loreti e da una grotta, scavata a mano nel tufo, profonda circa 20 metri.

Piccoli produttori hanno messo a disposizione della cantina alcune vecchie vigne che ancora includono i migliori vitigni tradizionali.

Il nome “TUFAIO” vuole celebrare i banchi di tufo di origine vulcanica che affiorano nelle vigne e che conferiscono al loro DOC il sentore di “tufo bagnato”, tipico dei vini di Zagarolo.
Spumante Metodo Classico – Tufaio Brut
: Pinot Bianco, Chardonnay, Malvasia. Fragranza iniziale, spazio a frutta verde.
Sauvignon Blanc 2013: Il raccolto di questo vitigno è stato danneggiato per oltre il 60% dalla grandinata del 2013. Naso altamente fruttato, pesca, fiori gialli. In bocca spicca la freschezza.
IGT Rosso Lazio 2011 – Ammaria: Cabernet e Merlot. 13 Mesi barriques, frutta rossa matura, quasi in confettura. Spezie scure come chiodi di garofano e pepe.

Federici:

Uno dei più noti produttori locali ha portato con se i suoi prodotti Zagarolo DOC. Mostrando costante qualità su tutta la linea. 

Casale Mainello:

I suoi vini sono prodotti con uve di cultura biologica certificata AIBI. Loro punta è il vino spumante Metodo Classico “Casale Mainello”. Malvasia Puntinata per l’80%, Grechetto al 20%. Spumante orgogliosamente fatto con uve locali e non quelle “tradizionali” da spuma. Buona la Fragranza con note floreali. E’ un “Pas Dosè”. Interessante anche il Lazio Rosso IGP: Cabernet, Merlot con un po’ di Sangiovese grosso. Spezie e frutta rossa con tannino moderato ma ben integrato.

 

Il percorso continua poi nella Seconda Sala:

La Visciola:

Presenta il suo Cesanese nelle tre versioni: Ju Quarto, Vignali e Mozzata, dove quest’ultimo presenta una struttura più imponente e tipica del Cesanese, con sentori di fiori come viola e frutta scura. Di gradevole impatto e bevibilità.

Consorzio Tutela Denominazione Frascati: 

Presenta tutti i vini appartenenti al consorzio. Il sommelier in sala spiega ad ogni visitatori il lavoro che il Frascati sta svolgendo negli ultimi anni per tornare ad essere il vino “internzaionale” di una volta. Nel pomeriggio il presidente dello stesso consorzio Mauro de Angelis, ha tenuto una degustazione guidata di 4 vini, di cui parleremo poi appositamente in un altro post.

Terza Sala:

Azienda Agricola Colle delle Cese:

Puntiamo subito il dito verso il Passito: Moscato di Terracina. Raccolta a settembre, Appassimento a temperatura controllata per 3 mesi, fermentazione in serbatoi di acciaio. Vinificato dopo la prima decade di Gennaio. 15€. Presenti tutti gli aromi caratterizzanti: frutta sciroppata, miele, zagara, sentore anche di tabacco e nota tostata.

Quarta Sala

Comèra:

70% Malvaisa, Trebbiano verde, Bellone e Greco. Vinificazione in vasche di cemento. Tiratura 5000 bottiglie l’anno. Mela e Pera immediatamente, nota mellita, minerale sul fondo. Più sapido che fresco.


Quinta Sala


Az. Lorenzo Costantini.

Malvasia del Lazio: Sauvignon Blanc e Malvasia del Lazio. Frutta Fresca, fiori gialli, prevale sapidità.
Frascati DOC 2013: Nota di Mela e pera verde, sentori di agrumi e leggera sapidità.

Pallavicini:

Pallavicini ha presentato nel suo banco di assaggio buona parte della sua linea.

Poggio verde, Frascati DOCG: (descrizione seguirà in un altro articolo)
Roma: Mlavasia Puntinata. Naso dolce, con note di miele e frutta gialla.
Passito: Fermentazione in barrique di acacia. Miele, Albicocca, Tabacco, frutta sciroppata.
Casa Romana: Petit Verdot, e Cabernet Franc. Tannino decisamente vellutato e note terziare derivate dalle Alliers Nuove.

Cantine Iannella:

Taburno DOP: Falanghina 100% – Sentori tropicali. Per la prima volta si sente la banana, quasi sembra un frappè. Ottimo per chi ama vini fruttati.
Taburno DOP: Aglianico. Per vino base la qualità è sorprendente. Sentori speziali e scuri.

Cantine Pedra Majore:

Cantina su cui puntare il riflettore per il suo Vermentino I graniti. Vitigno di 50 anni, su monolite di terra a 600m. Altamente minerale, quasi salato ha una freschezza che lo rende piacevole. Il fratello minore potrebbe essere considerato il Vermentino “Le Conche”.


Sesta Sala:

Dalle Vigne:

Vermentino Poggio del Sasso: Comune di Campagnatico, GR. Vermentino 100%. Vinificazione in bianco, paglierino giallo. Aromi intensi di sambuco, minerale. Ricco ampio e sapido.
Merlot:
Breve Barrique. Rosso brillante. Ciliegia e Mora. Spezie. Di facile beva.
Sangiovese:
Limpido e trasparente. Rosso carico x un Sangiovese. Di buona persistenza presenta oltre ai classici sentori fruttati e di terra anche una componente speziata.
Blanquette:
Siamo a Limoux in Francia. Metodo Classico con 9 mesi sui lieviti. Pesca, fiori e crosta di pane. Freschezza e persistenza.

A conclusione, prima dell’uscita il Banco di Assaggio di Beaufort, ma ne parleremo più accuratamente quando descriverò la verticale che si è tenuta nella sala della Battaglia di Lepanto con lo stesso produttore.